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Johnny Depp alla ricerca dell'Isolachenonc'è...
Johnny Depp ha conosciuto solo un periodo, breve, di "stanca", alla fine degli anni Novanta. Si riprese subito, nel 2000, inanellando una tripletta degna di nota: il fantascientifico The astronaut’s wife, il diabolico La nona porta e la favola gotica Il mistero di Sleepy Hollow. Da allora non una pausa, nessuna vacanza. Ed i lavori forzati continuano nel 2005: l'anno appena iniziato lo vedrà infatti protagonista di due pellicole interessanti: Finding Neverland, dal 5 febbraio in Italia, e Charlie and the chocolate factory, remake dell'omonimo film del '71 con Gene Wilder. Ma qual è stato il percorso artistico dell'attore legato al mito di James Dean dalle iniziali del suo nome? GLI INIZI Johnny Depp dovrebbe, se non l’ha già fatto, mandare un mazzo di fiori alla figlia del regista Wes Craven. Se non fosse stato per lei, probabilmente non sarebbe mai divenuto un attore. E’ il 1984: l’appena ventenne Depp ha già tentato di sfondare come musicista, ma la sua carriera con il gruppo musicale The Kids si è arenata ancora prima di iniziare. Giunto a Los Angeles conosce Nicolas Cage che lo spinge a tentare un provino, quello per un film horror intitolato A Nightmare on Elm Street e diretto da Wes Craven. Johnny, 21 anni, capelli neri a spazzola, tatuaggi ed aria emaciata, non corrisponde per nulla all’identikit del giovane biondo e muscoloso che il regista sta cercando per la parte di Glen, una delle vittime dell’efferato Freddy Krueger. Fortuna vuole che ad assistere ai provini ci sia la figlia di Craven che, in compagnia di alcune amiche, rimane abbagliata dal fascino del giovane. Così Depp ottiene il piccolo ruolo che gli permetterà l’ingresso nel mondo del cinema. In realtà il grande schermo non si accorge subito di lui: sarà grazie all’immensa popolarità ottenuta come protagonista della serie televisiva 21 Jump Street (in Italia: I quattro della scuola di polizia) che Hollywood si interesserà al promettente attore. Ma il primo, rapido successo non sembra destinato a durare a lungo per Depp il quale decide che l’immagine di idolo per ragazzine non fa per lui e comincia a declinare le numerose offerte che gli arrivano dopo la notorietà ottenuta con Edward mani di forbice (1990). Evita così di partecipare a film destinati a sbancare i botteghini (Speed, Intervista col vampiro, Vento di passioni,...) preferendo piuttosto produzioni indipendenti e registi quanto meno eccentrici come Terry Gilliam, Emir Kusturica, Lasse Hallström. E così Depp realizza pellicole poco popolari... ma interessanti in cui si avverte la ricerca di un costante miglioramento. LA NUOVA FAMA Proprio grazie alle sue scelte artistiche, Depp comincia ad ottenere un successo artistico notevole. E solo quando è ormai certo di essersi guadagnato la notorietà più per le sue doti recitative che per il suo aspetto fisico, Depp decide di partecipare anche a mega-produzioni come il recente La maledizione della prima luna. E' grazie a questo più duraturo successo che Depp può vantare da alcuni anni una stella sulla “Walk of Fame” di Los Angeles il 17 novembre scorso. NEVERLAND
Ambientato nella Londra di inizio secolo scorso, Finding
Neverland (questo il titolo originale) ripercorre la vita di James
Matthew Barrie, il giornalista ed autore teatrale cui va il merito di
aver inventato il personaggio di Peter Pan. Nella pellicola diretta da Marc Forster, Depp interpreta lo scrittore scozzese colto in un momento di profonda crisi professionale e coniugale. La soluzione arriva inaspettata: durante la quotidiana passeggiata nei giardini di Kensington (dove oggi una splendida statua rende omaggio proprio al suo Peter, n.d.r.), Barrie incontra Llewelyn Davies (interpretata da una sempre convincente Kate Winslet), giovane vedova, ed i suoi quattro figli. Nascerà un'amicizia ed una frequentazione foriere di ispirazione per l'autore che di lì a poco immaginerà Peter Pan, i bambini smarriti, Capitan Uncino e la misteriosa ed affascinante Isolachenonc'è. In occasione della presentazione del film alla Biennale di Venezia, Depp ha dichiarato: "Con gli orrori che succedono oggi nel mondo, credo che forse questo sia il momento giusto per infondere speranza attraverso l'immaginazione e la fantasia, la capacità che abbiamo tutti di chiudere gli occhi e di creare qualcosa. E' il momento giusto per chiudere gli occhi e sperare di effettuare qualche cambiamento... " |