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DOPO MEZZANOTTE: poetico omaggio al cinema.
Martino
sembra un giovanotto di inizio ‘900 catapultato
nel terzo millennio: osserva il mondo attraverso una piccola quanto
obsoleta macchina da presa a manovella, gira per Torino a bordo di una
bicicletta vecchio stile, adora il cinema muto. Ha lo sguardo intelligente
e profondo del sognatore, di chi è abituato a studiare la realtà restando
sempre "fuori campo", regista di una storia di cui non sarebbe
mai protagonista se non fosse... Se non fosse
per Amanda, giovane cameriera di un fast food che un giorno, inseguita
dai poliziotti, si rifugia proprio all’interno del Museo Nazionale del
Cinema dove Martino lavora come guardiano notturno. Comincia così “Dopo Mezzanotte”, l’ultimo film di Davide Ferrario da oggi nelle sale. La pellicola, reduce dal successo ottenuto al Festival di Berlino, è una sorta di dichiarazione d’amore al cinema e piacerà soprattutto a chi ama la Settima Arte e le idee che, a dispetto di un budget limitato, hanno una forza interiore tale da renderle, una volta concretizzate, preziose e diverse. Martino ha il volto di Giorgio Pasotti, impegnato in un ruolo diametralmente opposto a quello che lo ha reso noto al grande pubblico: tanto appare estroverso ed entusiasta nei panni dell’agente Paolo Libero di “Distretto di Polizia”, quanto qui riesce a impersonare in maniera credibile un giovane silenzioso, sensibile, quasi guardingo. Completano l’ottimo cast: Fabio Troiano (L’Angelo), Francesca Inaudi (Amanda) e Silvio Orlando, cui spetta il compito di voce narrante. |