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MI CHIAMAVO SABINA SPIELREIN.
La preparazione di Glen ha stupito anche Roberto Faenza, regista del film le cui riprese sono terminate ieri a Torino: “E’ sorprendente il grado di immedesimazione che è riuscito ad ottenere. Mi ha addirittura fatto scoprire materiale di cui non ero a conoscenza. E pensare che ho personalmente spulciato negli archivi russi, incontrato testimoni, letto ogni libro...”. Sabina Spielrein balzò agli onori della cronaca negli anni ’70 quando alcuni ricercatori scoprirono un carteggio che testimoniava la corrispondenza epistolare che la legava agli psicoanalisti Freud e Jung. “Da allora – continua Faenza – avrò scritto una quarantina di sceneggiature..." Il film è stato realizzato con il contributo della Film Commission Torino Piemonte. |