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Intervista
a Riccardo Scamarcio.
di
Danila Elisa Morelli©
Lavora
d’anticipo Riccardo Scamarcio.
Siamo
ancora alle presentazioni quando invita sarcastico a chiedergli della
tanto strombazzata scena d’amore con la Bellucci in “Manuale
d’Amore 2”… È solo una provocazione, indice di
quanto l’attore sia evidentemente stufo di rispondere a questa domanda,
il tormentone di tante interviste poco originali.
Appare dunque sollevato e piacevolmente stupito quando apprende che non
ci interessa affatto la sequenza incriminata, tra l’altro meno intrigante
della scena in cui un lenzuolo divide le labbra di Carlo Verdone da quelle
della sua "conquista" spagnola.
Scelto da Veronesi per interpretare il ruolo di Nicola nel blockbuster
italiano di questo inizio 2007, Riccardo è consapevole di essere
stato fortemente voluto dal regista il quale, a tal proposito, ha confidato:
“Era un po’ che gli facevo il filo… Mi piaceva il suo
modo un po’ burbero ed un po’ fanciullesco di reagire alla
vita, questo broncio che nasconde un sorriso sorprendentemente solare”.
Ed
è proprio con il giusto mix di malinconia e solarità che
risponde alle domande.
Hai lavorato con Valeria Golino in “Texas”, Martina
Stella in “La freccia nera” e ora con Monica Bellucci. In
cosa differiscono sul set queste tre attrici?
“Monica lavora più sull’immobilità. La Stella
ha delle qualità che al momento non esprime appieno. La Golino…
devo proprio esprimermi?” (Riccardo è legato sentimentalmente
all’attrice partenopea e non ama parlare della sua vita privata
ma, dato che la domanda è sul rapporto di lavoro, ci permettiamo
di insistere)...
Beh, Valeria porta sul set una sorta di pericolosità, un’imprevedibilità
che è indispensabile nel nostro lavoro. Ti consente di tirare fuori
da te il meglio perché è capace di sorprenderti, di stimolarti
sempre e comunque”.
Cosa
ti ha spinto ad accettare la parte di Nicola?
“Innanzitutto la possibilità di lavorare con Giovanni Veronesi.
Quindi il fatto di poter interpretare un ruolo in qualche modo passivo:
Nicola, fisicamente e psicologicamente, è succube di una situazione
e fa da contraltare alla leggerezza del personaggio di Monica”.
In cosa Nicola è diverso da Riccardo?
“Nella sua fanciullezza”.
Le fan costituiscono un vantaggio o un problema per chi cerca
di guadagnarsi la stima grazie alle capacità e non si accontenta
di essere un sex symbol?
“In Italia c’è una sorta di pregiudizio rispetto alla
popolarità: spesso chi ne gode viene messo in disparte, declassato
da un certo mondo intellettuale. D’altra parte, in un ottica di
mercato, fa gola poter contare su qualcuno che ha consenso presso il grande
pubblico. Io, personalmente, non ho voglia di occuparmi di questo problema,
mi limito a sperare che i registi che decidono di lavorare con me lo facciano
principalmente perché mi ritengono un bravo attore e solo secondariamente
perché sono in grado di portare gente al cinema. Quindi, per rispondere
alla tua domanda, ritengo che il fenomeno di piccolo divismo che si è
creato intorno a me porti più vantaggi che svantaggi”.
Nella scelta di un ruolo, ti poni il problema delle possibili
ripercussioni?
“No, assolutamente. Le mie scelte, specie le ultime, sono state
varie ed eventuali: sono saltato dal cinema, con i film di Paravidino
e di Lucchetti, alla tv, con “La Freccia Nera”. Adesso sto
per recitare un piccolo ruolo in un film con Chiara Caselli, Geraldine
Chaplin e la cantante Elisa. Presto uscirà il seguito di Tre Metri
Sopra il Cielo…"
Non ti è sembrato “pericoloso” accettare di
interpretare questo sequel?
"Le scelte per un attore non sono mai semplici: ci sono tanti aspetti
da considerare, professionali e privati. Io cerco di conservare una sorta
di genuinità e di atteggiamento positivo e poi… come va va!
Sono un essere umano anch’io: le scelte si possono rivelare giuste
o sbagliate. Le faccio in buona fede basandomi sul personaggio, sulla
qualità del progetto".
Ti interessa il cinema straniero, hai dei progetti in proposito?
“Ho contatti con registi stranieri e ho già fatto una piccolissima
parte in un film di Abel Ferrara in cui recito in inglese accanto ad attori
del calibro di Matthew Modine e Bob Hoskins,… Sono assolutamente
aperto a questa eventualità anzi credo che “contaminarsi”,
anche usando un altro idioma, sia positivo".
Ho l'impressione che ci si senta più liberi, meno nudi,
recitando in un’altra lingua. E' davvero così?
“Sì, decisamente: è come portare una maschera, è
davvero liberatorio”.
Rivedendoti in vecchie produzioni, tipo la serie tv “Compagni
di scuola”, cosa provi?
“Bella domanda: proprio ultimamente, di notte, cambiando canale,
mi sono beccato in una replica di quella serie. Mi sono accorto, inaspettatamente,
di quanto sono cambiato e mi sono reso conto che contemporaneamente se
ne potevano accorgere migliaia di persone che ti conoscono per come sei
oggi… E’ stato un trauma!"
Ultima domanda: che idea ti sei fatto di Torino?
“Ho lavorato spesso da queste parti, ultimamente: per La Freccia
Nera, per Texas,... Torino mi piace. Mi piace molto perché la sento
una città viva, culturalmente molto attiva. La trovo incredibile
e ne adoro l’architettura".
(nelle
foto: Riccardo Scamarcio ed il cast di Manuale d'Amore 2 durante la presentazione
del film a Torino; Riccardo Scamarcio e Valeria Golino in occasione dell'anteprima
nazionale di Texas; entrambe le foto sono Danila Elisa Morelli©)
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