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LE TENDENZE DI TORINO 2006
Le tanto sospirate Olimpiadi sono appena iniziate ma già si possono individuare le tendenze dei prossimi giorni. La prima è evidente: i torinesi vogliono vivere questo evento fino in fondo. Dispersi tra i tanti italiani di ogni dove ed i tantissimi stranieri arrivati all’ombra della Mole, i torinesi non appaiono, sono entusiasti. Non si accontentano di ospitare l’evento, vogliono assaporarlo fino in fondo: escono, acquistano, gironzolano per la città con l’espressione compiaciuta di chi può ricevere in una casa curata ed accogliente.
Una volta “stremato” dalla fatica dello sforzo atletico, potrà spostarsi poco più in là e, pagando 10€, indossare un pastrano grigio argento che gli consentirà di sopravvivere mentre assapora un cocktail all’interno di un bar dove tutto è ghiaccio! Ma il vezzo più trendy è poter sfoggiare il tricolore: tanti si sono recati al padiglione Fiat per ottenere una graziosa bandierina “tatuata” sulla guancia. I più estrosi la sfoggiano accanto a quella con la foglia d’acero ottenuta nell’enorme Casa Canada di piazzale Valdo Fusi.
... E SULLE PISTE? Atleti
da tutto il Mondo competono circondati da un’atmosfera che, a dispetto
della neve o del ghiaccio, è caldissima. “L’abbigliamento tipo consiste in giacca e pantaloni coordinati: le tute integrali, poco pratiche, sono ormai decisamente OUT” dichiara Andrea, impiegato. E ai piedi? “Si indossano gli scarponi con la chiusura anteriore multipla, gli altri, più scomodi, rappresentano ormai reperti storici!”. Lo stile più gettonato (più cool come si suol dire) è quello “estremo”, pensato per il variopinto mondo degli snowboardisti, veri e propri trend setter sulla neve: “I colori devono essere vivaci – dice Luisa, commessa con la passione per la tavola – abbinati a mise stilose ed originali realizzate in tessuti tecno”. Ma la tendenza non riguarda solo l’abbigliamento. Anche gli accessori hanno la loro importanza: gli occhiali, in materiale plastico, hanno le lenti intercambiabili, i guanti sono coloratissimi ed i caschi più belli sono dipinti con l’aerografo.
E gli sci? Pare che al momento i più diffusi siano i cosiddetti
carving: più corti di quelli tradizionali, permettono una maggiore
libertà di movimento.
C’è una tendenza, nata con le Olimpiadi Invernali, che non sembra intenzionata ad abbandonare la nostra città: la mania delle spilline promette infatti di restare saldamente ancorata alla Mole anche a Giochi finiti. La tendenza nella tendenza vuole che il termine da usare sia “pin”: parola inglese che per i collezionisti nostrani è praticamente divenuta sinonimo di spilla olimpica.
La “febbre da pin” è nata tra l’Olympic Store
e i luoghi di gara, ha trovato proseliti tra i volontari (che ogni tot
presenze se ne assicuravano una) e ha subito contagiato tanti torinesi
che si sono scoperti di colpo collezionisti… La passione per il gadget appuntabile è cresciuta di giorno in giorno creando di fatto un nuovo mercato in continua evoluzione. Terminate anche le Paralimpiadi, i collezionisti possono contare sugli sconti praticati dai rivenditori che, affrancati dall’obbligo dei prezzi imposti, sembrano desiderosi di liberarsi delle giacenze.
Ora quindi la “gara” si sposta, dalla quantità alla
qualità: “D’ora in poi le spille più ricercate
saranno le più originali e curiose: quelle snodabili, quelle delle
delegazioni straniere e quelle a tiratura limitata prodotte dagli Sponsor
– dichiara Edoardo Tatti, da 30anni proprietario di un banco in
via Po – Sono anch’io un appassionato e, vista l’elevata
richiesta, penso che specializzerò la mia attività in questo
campo”.
CARNEVALE OLIMPICO Sarà per “colpa” dello splendido, incredibile clima olimpico che ha giustamente assorbito tutte le nostre attenzioni. O forse perché anche qui, come nel resto d’Italia d’altronde, pochi mesi fa si era sin troppo intenti a festeggiare un esterofilo Halloween. Fatto sta che oggi è Martedì Grasso e a Torino quasi nessuno s’è accorto che il Carnevale è già finito ancor prima di cominciare. Per le strade i pochi coriandoli presenti all’appello venivano subito rimossi da solerti spazzini “olimpici”. Avvistare un bambino travestito era impresa ardua così come trovare una bella maschera: a parte quelle veneziane esposte in via Po, poche e banali erano quelle che occhieggiavano dalle vetrine dei tabaccai o nelle scansie dei supermercati. Più fedeli alla tradizione sono state, come al solito, le pasticcerie e le panetterie che hanno esposto e venduto i dolci tipici… Anche in questo caso però c’è da registrare che spesso bugie o chiacchiere hanno fatto troppo presto posto alle decorazioni e ai cioccolatini per l’8 marzo. Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi a parte, viene da chiedersi se il Carnevale sia out… “Non c’è aria di crisi – dichiara il Signor Angelo di Toys Planet (via Cernaia 2E) – Però devo ammettere che molti clienti appaiono disorientati, non ricordano quando inizia e soprattutto quando finisce... I costumi più in voga? Per i maschietti, come venti anni fa, l’Uomo Ragno e Zorro; per le femminucce invece la scelta cade sugli abiti da principessina o su quelli più moderni delle Winx”. (entrambe le foto: DanilaElisaMorelli©) |