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INVITO A "CENA" CON BOTTE DA ORBI!
Si chiamano Smack Down, Shut Your Mouth, Here Comes The Pain ovverosia “colpisci duro”, “sta’ zitto”, “adesso arriva il dolore”. Sono tre videogiochi ispirati allo sport più amato dai teenager torinesi: il wrestling. All’ombra della Mole così come a New York: i ragazzi italiani tra i 7 e i 15 anni impazziscono per i tragicomici combattimenti made in USA. Il successo è confermato dalla tournée che sta portando gli atleti di questa disciplina in giro per il mondo, Italia compresa. Perché i teenager amano il wrestling? Lo abbiamo chiesto agli allievi di una seconda media torinese. Tutti ne parlano in modo entusiasta, mostrano le figurine fluorescenti che ritraggono i loro idoli (al “modico” prezzo di 1€ a pacchetto), elencano l’incredibile varietà di oggettistica ispirata al World Wrestling Entertainment (si va dai dvd ai fumetti, dalle polsiere ai bambolotti). A condensare tanti pareri ci pensa Amin: “Mi piace perché è spettacolare, divertente, avvincente come una soap opera. Gli atleti sono stranissimi, buffi: c’è persino quello che spaventa gli avversari minacciando di baciarli sulla bocca!” A rendere avvincenti gli incontri di wrestling non sono infatti i risultati quanto le vicende che ruotano attorno al ring: basta assistere ad una puntata della trasmissione a loro dedicata (sabato sera, Italia 1) per rendersi conto che, con il loro look sui generis ed il comportamento bizzarro, i wrestler più che atleti sembrano personaggi di un cartoon, protagonisti di vicende incredibili in cui non mancano i colpi di scena, spesso ridicoli. Lo sport, che come molte altre manie arriva dagli USA, è una moderna versione del catch (di moda una ventina di anni fa: qualcuno ricorderà L’uomo Tigre…) in cui la componente spettacolare è aumentata in maniera esponenziale. Gli atleti hanno nomi altisonanti e look stravaganti: il più amato si chiama John Cena, ma ci sono anche Rey Misterio, Eddie Guerriero, Big Show,… Tutti uniscono a buone doti atletiche, indispensabili per uscire indenni dal ring, un vero talento per lo spettacolo. La moda è dilagante, un po’ esosa ma quasi certamente innocua dal punto di vista educativo: in genere i ragazzini che guardano i combattimenti in tv ne riconoscono la non veridicità, così come avveniva per le scazzottate dei film con Terence HIll e Bud Spencer. E per chi non lo intuisse da sé, c’è sempre lo slogan del World Wrestling Entertainment: “Don’t Try This At Home” ovvero “non provarci a casa!”. |