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IL
CIBO? BIOLOGICO
di
Danila Elisa Morelli©
Eh,
non c’è più il cibo di una volta: “La frutta era totalmente
diversa – dice Franca M., insegnante –Quando ero ragazzina, ad esempio,
le mele erano piccole, di forma irregolare, con la buccia non liscia, magari
becchettata dagli uccelli. Ora, quelle in vendita hanno tutte un aspetto perfetto
ma il gusto… il sapore non è all’altezza dell’estetica
né, soprattutto, dei miei ricordi!”.
In effetti, sulle bancarelle del mercato le fragole appaiono grandi come albicocche
le quali, a loro volta, raggiungono le dimensioni di pesche e percoche. Un concorso
di bellezza, insomma, in cui le concorrenti sono affascinanti ma insipide: una
volta assaggiate infatti, troppo spesso, sanno di acqua se non d’altro.
Ormai sulle nostre tavole c’è ben poco di naturale. Colpa o merito
di diserbanti sempre più sofisticati, pesticidi che non lasciano via
di scampo, cere impermeabilizzanti. Per non parlare della genetica!
Facile intuire quindi i motivi alla radice della nuova tendenza che si va imponendo:
l’alimentazione “biologica”, frutto di coltivazioni realizzate
con metodi antichi e nel rispetto dell’ambiente.
Torino vive il fenomeno: mentre i supermercati predispongono espositori specifici,
cresce il numero di negozi specializzati nella vendita di prodotti “puri”
e nascono bar e ristoranti che fanno del “naturale” il loro vanto.
Non tutti però sono disposti a comprare questi alimenti: “Saranno
più sani – dice Anna R. – ma sono così bruttini!”
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