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CELLULARI:
LE SUONERIE DI TENDENZA ED IL GALATEO.
di
Danila Elisa Morelli©
In
Italia hanno superato quota 50milioni, l'87% della popolazione ne possiede uno
e, di questi, il 9% ne utilizza addirittura quattro. Certo, le stime sono nazionali,
ma Torino non fa eccezione: anche qui i cellulari rappresentano un must.
All’ombra della Mole migliaia di telefonini squillano. Se tutti suonassero
allo stesso modo, sarebbe il caos e l’articolo che leggete non avrebbe
motivo di esistere.
Invece, archiviati i tempi in cui la scelta era limitata a drin più o
meno prolungati, oggi ogni cellulare prevede decine di motivetti e parlare di
tendenze in fatto di suonerie non è insensato.
Il perché è presto detto: ciascuno vuole sentirsi ben rappresentato
dalla suoneria del proprio telefonino; essa è, di fatto, una sorta di
biglietto da visita.
Per i più giovani l’imperativo è seguire la moda, anche
a costo di dover cambiare “trillo” in continuazione: data un’occhiata
alla hit parade, ordinano il brano più “in” rivolgendosi
ad appositi servizi via telefono o Internet.
Gli over-25 amano invece essere originali: c’è chi sceglie la canzone
preferita (Alex: "Sunday bloody Sunday degli U2: questione di stile"),
chi va sul classico (Cristina: "Il valzer delle candele, triste e melodico"),
chi ama la sigle dei cartoon (Chiara: “Lupin III, un mito!”) e chi,
addirittura, divide la rubrica in due gruppi per godersi più suonerie
(Rocco: "il tema di Indiana Jones è per gli amici e i parenti, quello
di 007 per i contatti di lavoro").
UN PO' DI GALATEO...
"Mi
sembra scortese far suonare il proprio cellulare durante una riunione: se proprio
non lo si può spegnere, esiste pur sempre il vibracall!", "Se
c'è una cosa che non sopporto è sentir trillare in teatro o al
cinema: che ci vuole a spegnere il telefonino prima che inizi lo spettacolo?",
"Ho litigato con il mio ragazzo perché le nostre cenette erano spesso
disturbate da telefonate inopportune...: ecco, ne vieterei l'uso nei ristoranti!",...
Queste sono solo alcune delle opinioni raccolte intervistando i torinesi su
tutto ciò che non dovrebbe rientrare in un ipotetico “galateo del
cellulare”: "Odio chi, per passare il tempo, gioca con le suonerie
- dice Giorgio, impiegato - Lo trovo inutile e fastidioso per gli altri. Non
si tratta di galateo ma di semplice buon senso... ritengo non sia indicato anche
l'uso dei cellulari nelle sale d'attesa e negli ospedali".
Chiunque possieda un telefonino, ha un’idea di quello che gli altri non
dovrebbero fare, salvo poi cadere negli stessi comportamenti che critica. Non
corre questo rischio Stefania, impiegata in un call centre: "Non reggo
le suonerie e, quindi, non le uso. Ho lo stesso effetto, un semplice beep, che
si attiva sia per le chiamate sia per gli sms".
I consigli dei torinesi? Ricorrere il più possibile al vibracall, utilizzare
la segreteria telefonica che molti cellulari e tutti i gestori offrono come
servizio e poi, fondamentale, tenere conversazioni private in luoghi altrettanto
privati.
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